Le fonti per la ricerca
M. BARATTA - P.FRACCARO - L. VISINTIN (BFV), Atlante storico, Novara 1936 e ristampe successive L'utilità di una bibliografia specifica relativa agli etnici e toponimi dell'Italia antica non ha bisogno di soverchia illustrazione. Chi si occupa infatti, a vario titolo, di problemi etno- toponomastici avverte costantemente, e di maniera più pressante che in altri settori dell'onomastica, l'esigenza dell'interdisciplinarietà nei diversi campi delle scienze dell'antichità. Qualsiasi approccio allo studio delle denominazioni antiche di località, di caratteristiche geomorfiche, di strutture insediative, di comunità si scontra necessariamente con tre ordini fondamentali di problemi tra loro correlati, l'eterogeneità delle fonti documentarie, le stratificazioni linguistiche della tradizione e l'identificazione storico-topografica delle designazioni. Ora la capacità di affrontare con pari competenza questa serie di questioni, con cui un serio studio sul materiale etno-toponomastico non può fare a meno di misurarsi, si sottrae normalmente alle forze dei singoli specialisti. Un repertorio degli studi di più diretto interesse per la complessa problematica degli etnici e dei toponimi antichi non potrà, pertanto, non essere salutato che come un prezioso ausilio. Le sigle dei periodici citati sono quelle adottate nell'Année Philologique che contiene la rassegna più completa di riviste di antichistica: delle sigle mancanti nell'Année Philologique forniamo qui sotto un prospetto:
AAAdig.= Archivio per l'Alto Adige, Firenze
Questa sezione si compone di due parti: nella prima è possibile avere notizia circa la bibliografia di massima consultata nel corso della lemmatizzazione e compilazione della banca dati.
La seconda fase rimanda, invece, ad un ben più ambizioso progetto di Bibliografia su 'Etnici e Toponimi dell'Italia antica', ideato e curato fin dagli anni ottanta dal prof. Paolo Poccetti, esperto di Filologia delle lingue italiche, titolare del medesimo insegnamento presso l'Istituto Orientale di Napoli nonchè ordinario di Glottologia presso la seconda Università di Roma.
H. NISSEN (NISSEN), Italische Landeskunde, Berlin 1883-1902
R.S. CONWAY (CONWAY), The italic dialects, Cambridge 1897
THESAURUS LINGUAE LATINAE (ThLL), Lipsiae 1910 e seguenti
FORCELLINI - PERIN (FP), Lexicon totius Latinitatis. Tom. V-VI, Patavii 1940
PAULY - WISSOWA (PWRE), Realenzyklopaedie der klassischen Altertumswissenschaft, Stuttgard 1893 e seguenti
PAPE - BENSELER (PB), Griechisce Eigennamen, Braunschweig 1911
E. SEYFRIED (SEYFRIED), Die Ethnika des alten Italien, Zuerich 1951

Ma l'utilità di una raccolta aggiornata e, il più possibile completa, degli studi in ambito toponomastico, resa successivamente agevole nella consultazione da una serie coordinata di indici, si è immediatamente palesata come necessità urgente, allorchè si è costituito a Napoli presso il Dipartimento di Studi del Mondo Classico e del Mediterraneo antico un gruppo di ricerca intorno ad un progetto di elaborazione di un dizionario degli etnici e dei toponimi dell'Italia antica (DETIA).
Preliminare all'elaborazione definitiva di questo thesaurus, che prevede tempi forzatamente lunghi, è la costituzione a scadenza, assai più breve, in un repertorio che funzioni come banca-dati "in progress", da affidarsi alla memoria e alle facoltà di catalogazione di un calcolatore.
Nel quadro di questo progetto la prima esigenze che si è presentata a livello operativo è la selezione dei lemmi e delle varianti che andranno costituire questo repertorio e che formeranno in un seconda fase le voci di entrata del thesaurus. Ai fini, dunque, della lemmatizzazione si è manifestata primaria la necessità di conoscere tutto ciò che contribuisce ad evincere la lezione più attendibile del dato etno- toponomastico, se tràdito da fonti letterarie, e a stabilirne la corretta lettura, se noto da fonte epigrafica o numismatica. Sempre allo scopo della lemmatizzazione risponde, altresì, l'esigenza di disporre di quanto serve ad individuare la pertinenza designativa della denominazione, relativamente, cioè, alle realtà geomorfologiche e alle diverse strutture istituzionali ed insediative, oltre che ad inferirne la precisa attribuzione topografica ad un determinato territorio o ad una regio nella discriptio dell'Italia augustea.
Dietro queste premesse una bibliografia ideale nel campo dell' etno-toponomastica dovrà coinvolgere potenzialmente tutte le scienze che operano nell'ambito dello studio dell'antichità, proponendosi, però, in prima istanza, non il coinvolgimento delle discipline, quanto piuttosto l'effettiva focalizzazione dei problemi attenendosi a questi capisaldi: 1) la più attendibile lezione/lettura del nome; 2) l'identificazione del designatum in termini geografici, topografici ed istituzionali; 3) le inferenze di ordine storico e linguistico.
Una bibliografia così concepita, anche se si prefigge la completezza, non la pretende nell'immediato: essa si presenta programmaticamente come progetto consapevole delle oggettive difficoltà intrinseche e dei limiti delle forze di chi vi opera, sicuramente suscettibile di correttivi e di miglioramenti, ben disponibile ed aperto a suggerimenti, collaborazioni critiche che vorranno giungere chiunque, in vista di un'elaborazione definitiva che avverrà nel corso degli anni futuri. Per questo la redazione si rivolge con gratitudine a tutti gli studiosi che benevolmente vorranno collaborare a tale iniziativa, segnalando incompletezze, lacune ed errori nei titoli raccolti, favorirne incrementi ed elargire consigli.
Nella piena consapevolezza di questi limiti, il progetto di bibliografia su "Etnici e Toponimi dell'Italia antica" decolla qui con la pubblicazione degli studi ascrivibili a termini cronologici alquanto ristretti, appunto il decennio compreso tra il 1971 ed il 1980. La scelta di questo arco di tempo è stata dettata dall'opportunità di partire da anni più recenti per poi risalire nel repertorio con un percorso cronologico a ritroso, sempre articolato per decenni, fino alla metà del secolo scorso. Tale soluzione c'è parso che risultasse più idonea a sollecitare inizialmente contributi e suggerimenti, essendo più viva la memoria degli studi, delle discussioni e di altre iniziative che coinvolgono, anche marginalmente, il settore degli etnici e dei toponimi. La bibliografia successiva al 1980, che viene man mano raccolta e recensita in un apposito settore della rubrica delle rassegne della presente rivista, verrà pubblicata solo al compimento del decennio 1981-1990.
Questo progetto di bibliografia sugli etnici e toponimi si affianca ad altre iniziative bibliografiche relative all'Italia antica di recente comparsa ed in continuazione: la Bibliografia topografica della colonizzazione greca in Italia e nelle isole terreni che (BTCGI), diretta da G. Nenci e G. Vallet, di cui sono finora apparsi tre volumi e la Bibliografia dell'Italia antica (BIA), Epigrafia, linguistica e scienze ausiliarie (1950/1984), curata da R. Antonini, L. Del Tutto Palma e S. Renzetti Marra. Ovviamente la bibliografia sugli etnici toponimi dell'Italia antica non intende sovrapporsi a questi validi strumenti di lavoro già esistenti ed in prosecuzione ma aspira a complementarsi con essi. Da un lato, infatti, si propone di estendere l'ambito di ricerca anche alle aree dalle culture che esulano dalla colonizzazione greca, mentre, dall'altro, intende estrapolare tutto ciò che è di più diretto interesse etno-toponomastico.
La delimitazione del campo di indagine areale di questa bibliografia non risponde, pertanto, ad alcuna etichetta linguistica e culturale, ma solo ad un criterio geografico. Le denominazioni locali ed etniche, a cui si riferiscono gli studi presi in esame, sono pertinenti all'Italia come territorio fisico, quello compreso cioè, tra le regioni alpine fino all'estremità meridionale della penisola, con l'inclusione delle isole maggiori (Sicilia, Sardegna, Corsica) e minori e dei nomi dei mari. La nozione di Italia è, dunque, più ampia, per motivi di praticità, di quella compresa nella discriptio augustea, dove le isole sono sottratte al novero delle regiones. Il limite cronologico post quem per la raccolta dei titoli è stato fissato in coincidenza con la nascita dei primi studi scientifici sulle lingue e sulle culture dell'Italia antica, che si può considerare idealmente sancita nel 1850, anno della pubblicazione del volume di T. Mommsen, Die unteritalischen Dialekte, successivo di appena un anno alla prima edizione commentata con rigore filologico della documentazione umbra ad opera di T. Aufrecht e A. Kirchoff.
La pubblicazione della bibliografia, suddivisa per spezzoni decennali, continuerà, auspicabilmente a ritmo sempre più serrato, su questa rivista fino al completamento dell'arco cronologico che va dal 1850 ai giorni nostri. Una volta conclusa questa fase, si prevede la raccolta di tutto il materiale in un volume autonomo, corredato dei massimi ausili per la consultazione, cioè di una serie di indici contenenti l'elenco degli autori, degli etnici e dei toponimi studiati, delle fonti letterarie, epigrafiche numismatiche esaminate, delle pertinenze topografiche antiche moderne di volta in volta attribuite.
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Avvertenza:
ACISO= Actes du Congrès International des Sciences Onomastiques
Cal. Lett.= Calabria Letteraria
CSDIR= Centro Studi e Documentazione dell'Italia Romana, Milano
GSLun= Giornale Storico della Lunigiana
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