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il progetto


L'Italia nel codice Vaticano-Latino 5698


DETIA, acronimo di Dizionario degli etnici e dei Toponimi dell'Italia Antica, costituisce un progetto ideato agli inizi degli anni Ottanta da Domenico Silvestri docente di Glottologia presso l'Istituto Universitario Orientale di Napoli. Tale progetto si prefigge la costituzione di un thesaurus di tutte le attestazioni di onomastica locale e relative pertinenze di nomi di abitanti e di etnici attinenti l'Italia che sono documentate in tutte le fonti del mondo antico. La necessità di tale impresa spicca dal fatto che, allo stato attuale, non esiste alcun repertorio di tal genere, se non parziali raccolte, che accolgono materiale secondo aree geografiche, per tipologia di fonti, per ambiti linguistici, per interessi storico-topografici. Tale strumento, per quanto concepito in un'ottica linguistica, non si mette al servizio solo dei linguisti, ma si propone, in generale, all'attenzione di tutte le scienze dell'antichità, oltre che della ricerca toponomastica moderna. Nel corso dei venti anni (1982-2002) che intercorrono tra la sua ideazione, presentazione ufficiale e la creazione del presente sito il progetto DETIA ha sviluppato diverse articolazioni di indagine, affinando prospettive e metodi che sono man mano progrediti con l'avanzamento delle tecnologie. La ricerca è iniziata, infatti, con lo spoglio diretto di testi e repertori mediante supporti cartacei e si è poi affidata ai mezzi informatici, che permettono, oltre che l'organizzazione e la gestione delle informazioni, la loro fruibilità immediata. La creazione del sito è il risultato finale di questo progressivo affinamento tecnologico. Ormai notevole è la quantità di materiale raccolto ed elaborato in seno a questo progetto, che deve tuttavia considerarsi ben lontano dalla sua conclusione. Non è stato possibile riversare tutto il materiale raccolto e il lavoro fin qui svolto sul sito. Alcuni moduli del progetto sono in stato più avanzato di altri. Altri ancora sono solo in fase embrionale. E altri probabilmente si affiancheranno man mano che la raccolta documentaria e la sua elaborazione progredisce, aprendo nuove problematiche e delineando nuove prospettive. Va detto, peraltro, che nell'arco di tempo suddetto la ricerca ha incontrato fasi alterne di propulsione e di stasi, legate in misura non trascurabile a ragioni di ordine finanziario, che hanno costretto spesso all'intermittenza e alla sostituzione di varie forze nella ricerca. All'azione fondatrice e progettuale - soprattutto nelle linee teoriche e metodologiche- di Domenico Silvestri, che ha personalmente coordinato a lungo le attività di ricerca finanziate sui fondi di interesse nazionale tra le diverse sedi universitarie, impegnate soprattutto nell'imponente lavoro di spoglio delle fonti, facendo del Dipartimento del Mondo Classico dell'Istituto Universitario Orientale di Napoli il centro di convergenza e di elaborazione dei dati che affluivano dalle diverse sedi, si è affiancato il lavoro di Paolo Poccetti prima presso lo stesso Istituto Universitario Orientale di Napoli e poi presso l'Università di Roma 'Tor Vergata'. A quest'ultimo si deve l'attività di 'censimento' del materiale sulla base dei principali repertori che serve come base di raccolta e di verifica del Thesaurus e l'aver iniziato l'allestimento di una bibliografia sugli etnici e toponimi dell'Italia antica, di cui sono state pubblicate alcune puntate per spezzoni decennali sulla rivista AION e che verranno man mano riversate nel data-base elettronico. A Francesca Dragotto dell'Università di Roma 'Tor Vergata' si deve la prosecuzione di questo progetto consistente non solo nel portare avanti la raccolta dei dati, nel ricontrollo di quanto già fatto verificandone incongruenze, ma anche con la creazione di questo sito che permette sia la fruibilità del materiale e del lavoro già fatto, ma soprattutto auspicabilmente di ricevere l'aiuto, il contributo e l'apporto critico di tutti coloro che avranno interesse e disponibilità a collaborare, credendo nell'utilità dello strumento messo a disposizione della comunità scientifica. Questo stesso sito si propone, altresì, di fungere da strumento di raccordo e di incrocio di altri esistenti in rete che abbiano come tematiche l'Italia antica, aspirando, dunque, a diventare nel tempo un punto di riferimento per le ricerche in quest'ambito.
Per gli aspetti progettuali, l'impianto metodologico, le articolazioni e l'apertura di prospettive del DETIA non si può far altro che rimandare ai vari lavori di presentazione, ma anche di affinamento e di riflessione estrinsecata in più sedi dallo stesso fondatore del progetto Domenico Silvestri. Si tratta di diversi lavori distribuiti nell'arco di venti anni che vanno dalla presentazione del progetto contenuta in:

leggi   Identificazione e interpretazione linguistiche di etnici e toponimi dell'Italia antica in AION 4 (Series minor, Quaderno 1), 1982, pp.65-74 e in

leggi   Etnici e toponimi di area osca:problemi di stratigrafia e di storia onomastica in "Lingua e cultura degli Oschi" a cura di E. Campanile, Pisa 1985, pp. 67-87

Più dettagliata esposizione dell'impianto metodologico ed importante per i criteri classificatori del materiale e per la definizione terminologica è in

leggi   Il progetto del DETIA e i dati etnotoponomastici della Campania, in:'Storia linguistica della Campania antica, Napoli 1986 (Series minor, Quaderno 1 di AION, pp.7-14.

Infine, una rivisitazione più recente del progetto con la sintesi dei principali moduli nel quadro della preistoria e potoria linguistica italiana e nelle prospettive multimediali ed ipertestuali è in

leggi   La toponomastica come fonte di conoscenze preistoriche e protostoriche, in: Toponomastica calabrese, a cura di J.B.Trumper-A.Mendicino-M.Maddalon, Roma 2000, pp.23-45

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La tavola di Polcevera


DETIA Dizionario degli etnici e toponimi dell'Italia antica:
programma di ricerca

(da Il progetto del DETIA e i dati etnotoponomastici della Campania, in Lineamenti di storia linguistica della Campania antica, Napoli (1986), pp.7-14)


  1) 
Censimento e lemmatizzazione dei dati etnotoponomastici

  2) Raccolta delle fonti dalle origini fino all'epoca tardo- antica

  3) Bibliografia critica e annotata




GUIDA ALLA COMPILAZIONE DELLE SCHEDE:

  - 
guida alla compilazione delle parti comuni delle schede di raccolta (L E N)

  - guida alla compilazione della scheda di raccolta delle fonti letterarie (L)

  - guida alla compilazione della scheda di raccolta delle fonti epigrafiche (E)

  - guida alla compilazione della scheda di raccolta delle fonti numismatiche (N)



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1) Censimento e lemmatizzazione dei dati etnotoponomastici


Il censimento (e la connessa lemmatizzazione, cfr. la
scheda), di tutti i dati etnotoponomastici riferibili all'Italia antica (secondo la discriptio augustea in regiones con inclusione delle aree delle Alpes occidentali, di Sicilia, Sardegna, Corsica e delle isole minori) si basano sui seguenti repertori:

  1)  M. BARATTA - P.FRACCARO - L. VISINTIN (BFV), Atlante storico, Novara 1936 e ristampe successive

  2)  H. NISSEN (NISSEN), Italische Landeskunde, Berlin 1883-1902

  3)  R.S.CONWAY (CONWAY), The Italic dialects, Cambridge 1897

  4) THESAURUS LINGUAE LATINAE (ThLL), Lipsiae 1910 e seguenti

  5) FORCELLINI - PERIN (FP), Lexicon totius Latinitatis. Tom. V-VI, Patavii 1940

  6) PAULY - WISSOWA (PWRE), Realenzyklopaedie der klassischen Altertumswissenschaft, Stuttgard 1893 e seguenti

  7) PAPE - BENSELER (PB), Griechische Eigennamen, Braunschweig 1911

  8) E. SEYFRIED (SEYFRIED), Die Ethnika des alten Italien, Zuerich 1951

  9) Altri repertori e/o contributi ad integrazione dei precedenti


NOTA BENE
I dati toponomastici ensiti saranno organizzati secondo i seguenti indici (eventualmente incrementabili):

  a) Alfabeto diretto

  b) Alfabeto inverso

  c) Designazioni etnotoponomastiche

  d) Pertinenze areali (regiones augustee, altre arealità)

  e) Fenomeni linguistici


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2) Raccolta delle fonti dalle origini fino all'epoca tardo- antica


La raccolta delle fonti prevede tre tipologie testuali:

  A) FONTI LETTERARIE (L)

  B) FONTI EPIGRAFICHE (E)

  C) FONTI NUMISMATICHE (N)


A tal fine sono state elaborate tre specifiche schede di raccolta, le quali saranno corredate rispettivamente da tre fotocopie della fonte documentaria.

Per la
scheda L si farà riferimento alle edizioni di cui si avvalgono il Thesaurus Linguae Latinae, l'Oxford Latin Dictionary, il Liddell-Scott, che costituiranno altresì il riferimento esplicativo per lo scioglimento delle sigle adottate.

Per la
scheda E si farà riferiemnto al CIL, alle IG e ad altre raccolte (p.es. Ve, Po per le iscrizioni italiche) e/o contributi ad integrazione delle precedenti.

Per la
scheda N si farà riferiemnto alle raccolte di Head, Sambon e ad altre raccolte e/o contributi ad integrazione delle precedenti.


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3) Bibliografia critica e annotata

La bibliografia critica e annotata comprende tutti i contributi su etnici e toponimi dell'Italia antica in cui i dati siano studiati ed eventualmente interpretati secondo un'ottica toponomastica, cioè linguistica e/o storico- linguistica. Le schede bibliografiche presentano i seguenti dati: anno di pubblicazione (in alto a sinistra); cognome dell'autore (in maiuscoletto, seguito da una virgola); nome dell'autore (siglato, di seguito al cognome, e ugualmente in maiuscoletto); titolo del contributo in corsivo, seguito da una virgola o dall'indicazione "in", in tondo; riferimenti bibliografici usuali (sigla della rivista, titolo del volume miscellaneo, etc., in ogni caso tra virgolette, indicazione delle pagine). La bibliografia, nella sua parte annotata, prevede una breve descrizione del contributo (da un minimo di un rigo ad un massimo di una cartella dattiloscritta); ed un glossario etnotoponomastico, che comprenderà i seguenti indici: etimologico, semasiologico, lessicologico, morfologico fonologico. Tali indici saranno collegati, mediante rinvii, alla bibliografia (autore, anno, pagina).


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GUIDA ALLA COMPILLAZIONE DELLE SCHEDE



GUIDA ALLA COMPILAZIONE DELLE PARTI COMUNI DELLE SCHEDE DI RACCOLTA (L E N)
CODICI DI TIPOLOGIA DELLE FONTI ANTICHE


   1 L FONTE LETTERARIA

   2 E FONTE EPIGRAFICA

   3 N FONTE NUMISMATICA


CODICI DI LEMMATIZZAZIONE ED INFORMAZIONE TOPOGRAFICA

   10 Si riporti(/no) il/i lemma corrispondente/i del censimento

   11 Si indichi la regio o l'area di pertinenza topografica. In caso di impossibilità si specifichi: "localizzazione ignota",    "localizzazione incerta", "localizzazione controversa", etc.

   12 Idem come in 11, ma con riferiemento ad ulteriori partizioni territoriali (ad es. REGIO I/Campania)


CODICI PERTINENTI ALLE DESIGNAZIONI ETNOTOPONOMASTICHE (DATI LINGUISTICI E/O STORICO-LINGUISTICI)

   20 GEOTOPONIMI: nomi di luoghi (acque, rilievi, conformazioni del terreno, arealità varie) in cui non è pertinente il dato antropico (in questa codifica espresso con eco-, cfr. gr. oikos 'casa, abitazione, dimora'). Si consiglia di specificare, tra parentesi, dopo che si è riportato il dato onomastico, nel modo seguente: acque (flumen, fons, lacus, rivus, etc.); conformazioni del terreno (insula, promunturium, specus, etc.); arealità varie (campus, locus, fundus, etc.). Se il geotoponimo è un aggettivo in funzione attributiva o predicativa, è indispensabile riportare il termine di riferiment. Idem, se è un genitivo.

   21 ECOTOPONIMI: nomi di centri abitati (specificare, tra parentesi, se si tratta di urbs, oppidum, vicus, pagus, etc.) o di luoghi in cui ` pertinente il dato antropico (via, porta, portus, templum, pons, etc.).

   22 GEOETNONIMI: nomi di abitanti di aree più o meno ampie non dipendenti direttamente da un ecotoponimo. Si specifichi, eventualmente (sempre tra parentesi e dopo il dato onomastico) se si tratta di tribus, gens, populus, etc.

   23 ECOETNONIMI: nomi di abitanti di centri più o meno grandi direttamente dipendenti da un ecoetnonimo.

   24 GEOECOTOPONIMI: nomi di territori direttamente connessi con un geietnonimo o con un ecoetnonimo, nei quali la referenza al luogo (geo-) avviene mediante il richiamo alla pertinenza antropica (eco-) degli abitanti.

   25 GEOECOETNONIMI: nomi di persone (ma anche di non- persone) direttamente connesse con un geotoponimo o con ecotoponimo, nei quali la referenza a persone e/o entità varie (eco-) avviene mediante il richiamo alla pertinenza non antropica (geo-) dei luoghi.

   26 GEOECOANTROPONIMI: nomi propri di singole persone (antrop-) direttamente dipendenti da una delle istanze onomastiche codificate da 20 a 25. Si distingua eventualmente (sempre tra parentesi e dopo il dato onomastico) tra eponimo e cognomen, nomen, etc.

   27 GEOECOETEONIMI: nomi di divinità e forme divine (teo-) direttamente dipendenti da una delle istanze onomastiche codificate da 20 a 25. Si distingua eventualmente tra deus, dea, nympha,etc.

   40 FONTE DOCUMENTARIA: si riporti, in forma abbreviata, la fonte documentaria (ad es. l'editore di un testo e gli altri riferimenti bibliografici, la sigla di una raccolta epigrafica o numismatica, le indicazioni bibliografiche di un articolo o di una monografia).

   50 ANNOTAZIONI: comprendono osservazioni e notizie varie.


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GUIDA ALLA COMPILAZIONE DELLA SCHEDA DI RACCOLTA DELLE FONTI LETTERARIE (L)

   30 AUTORE: si indichi la sigla dell'Autore desumendola propriamente dall'Oxford Latin Dictionary e -se manca in questo- dal Thesaurus Linguae Latinae (autori latini); dal Liddell-Scott (autori greci).

   31 OPERA: si indichi la sigla dell'Opera con lo stesso criterio di 30

   32 LUOGO: idem (con eventuali integrazioni: ad es. indicazione della riga)

   33 TESTO SICURO: si esamini l'apparato critico in fondo alla pagina del testo- fronte con particolare riguardo alla tradizione del dato etnotomonomastico. In caso affermativo (il testo è sicuro al 100%), si contrassegni con una barra lo spazio disponibile; altrimenti si specifichi la situazione

   34 TRADIZIONE ANTICA DISCORDANTE: si desumano dall'apparato critico le varie forme del dato etnotoponomastico e si riportino con la connessa indicazione dei codici

   31 CONGETTURA: si segnali in quale misura il dato etnotoponomastico sia frutto di una integrazione di una forma mutila o dell'induzione di una forma ottimale a partire da confronti esterni o dal conguagliuo delle varianti o dalla scelta di una di esse


NOTA BENE: per esigenze di uniformità grafica è indispensabile che la redazione della scheda avvenga in forma dattiloscritta e che i criteri grafici si uniformino al massimo a quelli adottati nei testi richiamati al codice 30 ed a quelli della FONTE DOCUMENTARIA (purchè concordanti con i primi)


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GUIDA ALLA COMPILAZIONE DELLA SCHEDA DI RACCOLTA DELLE FONTI EPIGRAFICHE (E)

   30 LUOGO DI RINVENIMENTO: si specifichi il luogo (provincia, comune, località) o si parli, a seconda del caso, di "provenienza ignota", "incerta", "controversa", fornendo le notizie essenziali

   31 IDENTIFICAZIONE ANTICA: si indichi, quando è possibile, il sito antico corrispondente al luogo di rinvenimento

   32 LUOGO DI CONSERVAZIONE: si indichi, quando è possibile, il luogo (museo, raccolta privata, etc.) dove è conservata l'epigrafe o si parli, a seconda del caso, di "epigrafe perduta", etc.

   33 AUTENTICITA': si parli di "autenticit6agrave; certa" o di "falso", precisando se "moderno", "antico", etc.

   34 DATAZIONE: si fornisca la datazione, anche in modo approssimativo, o si parli di "datazione incerta", "controversa", "ignota", etc.

   35 TIPOLOGIA TESTUALE: si faccia riferimento alle varie tipologie testuali epigrafiche (iscrizioni pubbliche, funerarie, votive, etc.)

   36 SUPPORTO: si precisi il supporto del testo epigrafico (calcare, marmo, piombo, etc.) ed eventualmente si diano notizie sulla forma del medesimo

   37 SCRITTURA: si indichi il codice grafico impiegato con ulteriori notizie ove sia possibile

   38 LINGUA: si indichi il codice linguistico impiegato con ulteriori notizie ove sia possibile


NOTA BENE: per esigenze di uniformità grafica è indispensabile che la redazione della scheda avvenga in forma dattiloscritta e che i criteri grafici si uniformino al massimo a quelli adottati nella FONTE DOCUMENTARIA


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GUIDA ALLA COMPILAZIONE DELLA SCHEDA DI RACCOLTA DELLE FONTI NUMISMATICHE (N)

   30 TIPO (DRITTO): si descriva tale parte della moneta, curando di mettere in evidenza tutti gli aspetti iconologici utili per una migliore identificazione del dato etnotoponomastico

   31 TIPO (ROVESCIO): si segua la stessa procedura descritta per 30

   32 DATAZIONE: si fornisca la datazione, anche in modo approssimativo, o si parli di "datazione incerta", "controversa", "ignota", etc.

   33 METALLO: si precisi il metallo o la lega metallica di cui è costituita la moneta

   34 TECNICA: si decriva la tecnica mediante la quale è realizzata la moneta

   35 SPECIE MONETARIA: si faccia riferiemento alle varie tipologie monetarie

   36 DATI DI SCAVO: qualora esistano notizie al riguardo, si precisino i dati essenziali relativi allo scavo

   37 SCRITTURA: si indichi il codice grafico impiegato con ulteriori notizie ove sia possibile

   38 LINGUA: si indichi il codice linguistico impiegato con ulteriori notizie ove sia possibile


NOTA BENE: per esigere un'uniformità grafica è indispensabile che la redazione della scheda avvenga in forma dattiloscritta e che i criteri grafici si uniformino al massimo a quelli adottati nella FONTE DOCUMENTARIA


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(fonte:D. Silvestri, 'IL PROGETTO DEL DETIA E I DATI ETNOTOPONOMASTICI DELLA CAMPANIA')

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SPECIMINA DI SCHEDE PER LA RACCOLTA DELLE FONTI


scheda di censimento del DETIA

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scheda di raccolta delle fonti letterarie

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scheda di raccolta delle fonti epigrafiche

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scheda di raccolta delle fonti numismatiche

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© 2001-2002, Francesca Dragotto