DETIA, acronimo di Dizionario degli etnici e dei Toponimi dell'Italia Antica, costituisce un progetto ideato agli inizi degli anni Ottanta da Domenico Silvestri docente di Glottologia presso l'Istituto Universitario Orientale di Napoli. Tale progetto si prefigge la costituzione di un thesaurus di tutte le attestazioni di onomastica locale e relative pertinenze di nomi di abitanti e di etnici attinenti l'Italia che sono documentate in tutte le fonti del mondo antico. La necessità di tale impresa spicca dal fatto che, allo stato attuale, non esiste alcun repertorio di tal genere, se non parziali raccolte, che accolgono materiale secondo aree geografiche, per tipologia di fonti, per ambiti linguistici, per interessi storico-topografici. Tale strumento, per quanto concepito in un'ottica linguistica, non si mette al servizio solo dei linguisti, ma si propone, in generale, all'attenzione di tutte le scienze dell'antichità, oltre che della ricerca toponomastica moderna. Nel corso dei venti anni (1982-2002) che intercorrono tra la sua ideazione, presentazione ufficiale e la creazione del presente sito il progetto DETIA ha sviluppato diverse articolazioni di indagine, affinando prospettive e metodi che sono man mano progrediti con l'avanzamento delle tecnologie. La ricerca è iniziata, infatti, con lo spoglio diretto di testi e repertori mediante supporti cartacei e si è poi affidata ai mezzi informatici, che permettono, oltre che l'organizzazione e la gestione delle informazioni, la loro fruibilità immediata. La creazione del sito è il risultato finale di questo progressivo affinamento tecnologico. Ormai notevole è la quantità di materiale raccolto ed elaborato in seno a questo progetto, che deve tuttavia considerarsi ben lontano dalla sua conclusione. Non è stato possibile riversare tutto il materiale raccolto e il lavoro fin qui svolto sul sito. Alcuni moduli del progetto sono in stato più avanzato di altri. Altri ancora sono solo in fase embrionale. E altri probabilmente si affiancheranno man mano che la raccolta documentaria e la sua elaborazione progredisce, aprendo nuove problematiche e delineando nuove prospettive. Va detto, peraltro, che nell'arco di tempo suddetto la ricerca ha incontrato fasi alterne di propulsione e di stasi, legate in misura non trascurabile a ragioni di ordine finanziario, che hanno costretto spesso all'intermittenza e alla sostituzione di varie forze nella ricerca. All'azione fondatrice e progettuale - soprattutto nelle linee teoriche e metodologiche- di Domenico Silvestri, che ha personalmente coordinato a lungo le attività di ricerca finanziate sui fondi di interesse nazionale tra le diverse sedi universitarie, impegnate soprattutto nell'imponente lavoro di spoglio delle fonti, facendo del Dipartimento del Mondo Classico dell'Istituto Universitario Orientale di Napoli il centro di convergenza e di elaborazione dei dati che affluivano dalle diverse sedi, si è affiancato il lavoro di Paolo Poccetti prima presso lo stesso Istituto Universitario Orientale di Napoli e poi presso l'Università di Roma 'Tor Vergata'. A quest'ultimo si deve l'attività di 'censimento' del materiale sulla base dei principali repertori che serve come base di raccolta e di verifica del Thesaurus e l'aver iniziato l'allestimento di una bibliografia sugli etnici e toponimi dell'Italia antica, di cui sono state pubblicate alcune puntate per spezzoni decennali sulla rivista AION e che verranno man mano riversate nel data-base elettronico. A Francesca Dragotto dell'Università di Roma 'Tor Vergata' si deve la prosecuzione di questo progetto consistente non solo nel portare avanti la raccolta dei dati, nel ricontrollo di quanto già fatto verificandone incongruenze, ma anche con la creazione di questo sito che permette sia la fruibilità del materiale e del lavoro già fatto, ma soprattutto auspicabilmente di ricevere l'aiuto, il contributo e l'apporto critico di tutti coloro che avranno interesse e disponibilità a collaborare, credendo nell'utilità dello strumento messo a disposizione della comunità scientifica. Questo stesso sito si propone, altresì, di fungere da strumento di raccordo e di incrocio di altri esistenti in rete che abbiano come tematiche l'Italia antica, aspirando, dunque, a diventare nel tempo un punto di riferimento per le ricerche in quest'ambito.
Per gli aspetti progettuali, l'impianto metodologico, le articolazioni e l'apertura di prospettive del DETIA non si può far altro che rimandare ai vari lavori di presentazione, ma anche di affinamento e di riflessione estrinsecata in più sedi dallo stesso fondatore del progetto Domenico Silvestri. Si tratta di diversi lavori distribuiti nell'arco di venti anni che vanno dalla presentazione del progetto contenuta in:
Identificazione e interpretazione linguistiche di etnici e toponimi dell'Italia antica in AION 4 (Series minor, Quaderno 1), 1982, pp.65-74 e in
Etnici e toponimi di area osca:problemi di stratigrafia e di storia onomastica in "Lingua e cultura degli Oschi" a cura di E. Campanile, Pisa 1985, pp. 67-87
Più dettagliata esposizione dell'impianto metodologico ed importante per i criteri classificatori del materiale e per la definizione terminologica è in
Il progetto del DETIA e i dati etnotoponomastici della Campania, in:'Storia linguistica della Campania antica, Napoli 1986 (Series minor, Quaderno 1 di AION, pp.7-14.
Infine, una rivisitazione più recente del progetto con la sintesi dei principali moduli nel quadro della preistoria e potoria linguistica italiana e nelle prospettive multimediali ed ipertestuali è in
La toponomastica come fonte di conoscenze preistoriche e protostoriche, in: Toponomastica calabrese, a cura di J.B.Trumper-A.Mendicino-M.Maddalon, Roma 2000, pp.23-45
2)
Raccolta delle fonti dalle origini fino all'epoca tardo-
antica 3)
Bibliografia critica e annotata GUIDA ALLA COMPILAZIONE DELLE PARTI COMUNI DELLE SCHEDE
DI RACCOLTA (L E N) GUIDA ALLA COMPILAZIONE DELLA SCHEDA DI RACCOLTA DELLE FONTI LETTERARIE (L) GUIDA ALLA COMPILAZIONE DELLA SCHEDA DI RACCOLTA DELLE FONTI EPIGRAFICHE (E) GUIDA ALLA COMPILAZIONE DELLA SCHEDA DI RACCOLTA DELLE
FONTI NUMISMATICHE (N) (fonte:D.
Silvestri, 'IL PROGETTO DEL DETIA E I DATI ETNOTOPONOMASTICI
DELLA CAMPANIA') SPECIMINA DI
SCHEDE PER LA RACCOLTA DELLE FONTI
DETIA Dizionario degli etnici e toponimi dell'Italia antica:programma di ricerca
(da Il progetto del DETIA e i dati etnotoponomastici della Campania, in Lineamenti di storia linguistica della Campania antica, Napoli (1986), pp.7-14)
1) Censimento e lemmatizzazione dei dati etnotoponomastici
2) Raccolta delle fonti dalle
origini fino all'epoca tardo- antica
3) Bibliografia critica e
annotata
GUIDA ALLA COMPILAZIONE DELLE
SCHEDE:
- guida alla compilazione
delle parti comuni delle schede di raccolta (L E
N)
- guida alla compilazione della
scheda di raccolta delle fonti letterarie (L)
- guida alla compilazione della
scheda di raccolta delle fonti epigrafiche (E)
- guida alla compilazione della
scheda di raccolta delle fonti numismatiche (N)
1) Censimento e lemmatizzazione dei dati
etnotoponomastici
Il censimento (e la connessa
lemmatizzazione, cfr. la scheda), di tutti i dati
etnotoponomastici riferibili all'Italia antica (secondo la discriptio augustea in
regiones con inclusione delle aree delle Alpes occidentali, di
Sicilia, Sardegna, Corsica e delle isole minori) si basano sui seguenti
repertori:
1) M. BARATTA - P.FRACCARO - L.
VISINTIN (BFV), Atlante storico, Novara 1936 e ristampe
successive
2) H. NISSEN (NISSEN), Italische
Landeskunde, Berlin 1883-1902
3) R.S.CONWAY
(CONWAY), The Italic dialects, Cambridge
1897
4) THESAURUS LINGUAE LATINAE (ThLL), Lipsiae
1910 e seguenti
5) FORCELLINI - PERIN (FP),
Lexicon totius Latinitatis. Tom. V-VI, Patavii
1940
6) PAULY - WISSOWA (PWRE), Realenzyklopaedie
der klassischen Altertumswissenschaft, Stuttgard 1893 e
seguenti
7) PAPE - BENSELER (PB), Griechische
Eigennamen, Braunschweig 1911
8) E. SEYFRIED
(SEYFRIED), Die Ethnika des alten Italien, Zuerich
1951
9) Altri repertori e/o contributi ad
integrazione dei precedenti
NOTA BENE
I dati
toponomastici ensiti saranno organizzati secondo i seguenti indici (eventualmente
incrementabili):
a) Alfabeto
diretto
b) Alfabeto inverso
c)
Designazioni etnotoponomastiche
d) Pertinenze areali
(regiones augustee, altre arealità)
e) Fenomeni
linguistici
La raccolta delle fonti prevede tre tipologie
testuali:
A) FONTI LETTERARIE
(L)
B) FONTI EPIGRAFICHE
(E)
C) FONTI NUMISMATICHE (N)
A tal fine
sono state elaborate tre specifiche schede di raccolta, le quali saranno
corredate rispettivamente da tre fotocopie della fonte documentaria.
Per la scheda L si farà riferimento alle edizioni di cui si avvalgono il
Thesaurus Linguae Latinae, l'Oxford Latin Dictionary, il
Liddell-Scott, che costituiranno altresì il riferimento esplicativo per
lo scioglimento delle sigle adottate.
Per la scheda E si farà riferiemnto al CIL, alle IG e ad altre
raccolte (p.es. Ve, Po per le iscrizioni italiche) e/o contributi ad
integrazione delle precedenti.
Per la scheda N si farà riferiemnto alle raccolte di Head, Sambon e ad
altre raccolte e/o contributi ad integrazione delle precedenti.
La bibliografia critica e
annotata comprende tutti i contributi su etnici e toponimi dell'Italia antica in
cui i dati siano studiati ed eventualmente interpretati secondo un'ottica
toponomastica, cioè linguistica e/o storico- linguistica. Le schede
bibliografiche presentano i seguenti dati: anno di pubblicazione (in alto a
sinistra); cognome dell'autore (in maiuscoletto, seguito da una virgola); nome
dell'autore (siglato, di seguito al cognome, e ugualmente in maiuscoletto);
titolo del contributo in corsivo, seguito da una virgola o dall'indicazione
"in", in tondo; riferimenti bibliografici usuali (sigla della rivista, titolo
del volume miscellaneo, etc., in ogni caso tra virgolette, indicazione delle
pagine). La bibliografia, nella sua parte annotata, prevede una breve
descrizione del contributo (da un minimo di un rigo ad un massimo di una
cartella dattiloscritta); ed un glossario etnotoponomastico, che comprenderà i
seguenti indici: etimologico, semasiologico, lessicologico, morfologico
fonologico. Tali indici saranno collegati, mediante rinvii, alla bibliografia
(autore, anno, pagina).
GUIDA ALLA COMPILLAZIONE DELLE
SCHEDE
CODICI DI TIPOLOGIA DELLE FONTI
ANTICHE
1 L FONTE
LETTERARIA
2 E FONTE EPIGRAFICA
3 N FONTE
NUMISMATICA
CODICI DI LEMMATIZZAZIONE ED INFORMAZIONE
TOPOGRAFICA
10 Si
riporti(/no) il/i lemma corrispondente/i del censimento
11 Si indichi la regio o
l'area di pertinenza topografica. In caso di impossibilità si specifichi:
"localizzazione ignota", "localizzazione incerta",
"localizzazione controversa", etc.
12
Idem come in 11, ma con riferiemento ad ulteriori partizioni territoriali (ad
es. REGIO I/Campania)
CODICI PERTINENTI ALLE DESIGNAZIONI
ETNOTOPONOMASTICHE (DATI LINGUISTICI E/O
STORICO-LINGUISTICI)
20
GEOTOPONIMI: nomi di luoghi (acque, rilievi, conformazioni del
terreno, arealità varie) in cui non è pertinente il dato antropico (in
questa codifica espresso con eco-, cfr. gr. oikos 'casa, abitazione, dimora').
Si consiglia di specificare, tra parentesi, dopo che si è riportato il dato
onomastico, nel modo seguente: acque (flumen, fons, lacus, rivus, etc.);
conformazioni del terreno (insula, promunturium, specus, etc.); arealità varie
(campus, locus, fundus, etc.). Se il geotoponimo è un aggettivo in funzione
attributiva o predicativa, è indispensabile riportare il termine di riferiment.
Idem, se è un genitivo.
21
ECOTOPONIMI: nomi di centri abitati (specificare, tra parentesi,
se si tratta di urbs, oppidum, vicus, pagus, etc.) o di luoghi in cui
` pertinente il dato antropico (via, porta, portus, templum, pons,
etc.).
22 GEOETNONIMI: nomi di
abitanti di aree più o meno ampie non dipendenti direttamente da un
ecotoponimo. Si specifichi, eventualmente (sempre tra parentesi e dopo il
dato onomastico) se si tratta di tribus, gens, populus, etc.
23 ECOETNONIMI: nomi di abitanti
di centri più o meno grandi direttamente dipendenti da un ecoetnonimo.
24 GEOECOTOPONIMI: nomi di
territori direttamente connessi con un geietnonimo o con un ecoetnonimo,
nei quali la referenza al luogo (geo-) avviene mediante il richiamo alla
pertinenza antropica (eco-) degli abitanti.
25
GEOECOETNONIMI: nomi di persone (ma anche di non- persone)
direttamente connesse con un geotoponimo o con ecotoponimo, nei quali la
referenza a persone e/o entità varie (eco-) avviene mediante il richiamo alla
pertinenza non antropica (geo-) dei luoghi.
26
GEOECOANTROPONIMI: nomi propri di singole persone (antrop-)
direttamente dipendenti da una delle istanze onomastiche codificate da 20 a
25. Si distingua eventualmente (sempre tra parentesi e dopo il dato
onomastico) tra eponimo e cognomen, nomen, etc.
27 GEOECOETEONIMI: nomi di
divinità e forme divine (teo-) direttamente dipendenti da una delle istanze
onomastiche codificate da 20 a 25. Si distingua eventualmente tra deus,
dea, nympha,etc.
40 FONTE
DOCUMENTARIA: si riporti, in forma abbreviata, la fonte documentaria
(ad es. l'editore di un testo e gli altri riferimenti bibliografici, la sigla di
una raccolta epigrafica o numismatica, le indicazioni bibliografiche di un
articolo o di una monografia).
50
ANNOTAZIONI: comprendono osservazioni e notizie varie.
30
AUTORE: si indichi la sigla dell'Autore desumendola propriamente
dall'Oxford Latin Dictionary e -se manca in questo- dal Thesaurus
Linguae Latinae (autori latini); dal Liddell-Scott (autori
greci).
31 OPERA: si indichi la sigla
dell'Opera con lo stesso criterio di 30
32
LUOGO: idem (con eventuali integrazioni: ad es. indicazione della
riga)
33 TESTO SICURO: si esamini
l'apparato critico in fondo alla pagina del testo- fronte con particolare
riguardo alla tradizione del dato etnotomonomastico. In caso affermativo (il
testo è sicuro al 100%), si contrassegni con una barra lo spazio disponibile;
altrimenti si specifichi la situazione
34
TRADIZIONE ANTICA DISCORDANTE: si desumano dall'apparato critico le
varie forme del dato etnotoponomastico e si riportino con la connessa
indicazione dei codici
31 CONGETTURA:
si segnali in quale misura il dato etnotoponomastico sia frutto di una
integrazione di una forma mutila o dell'induzione di una forma ottimale a
partire da confronti esterni o dal conguagliuo delle varianti o dalla scelta di
una di esse
NOTA BENE: per esigenze di uniformità grafica è indispensabile che la redazione della scheda avvenga in forma
dattiloscritta e che i criteri grafici si uniformino al massimo a quelli
adottati nei testi richiamati al codice 30 ed a quelli della FONTE DOCUMENTARIA
(purchè concordanti con i primi)
30 LUOGO DI
RINVENIMENTO: si specifichi il luogo (provincia, comune, località) o si
parli, a seconda del caso, di "provenienza ignota", "incerta", "controversa",
fornendo le notizie essenziali
31
IDENTIFICAZIONE ANTICA: si indichi, quando è possibile, il sito antico
corrispondente al luogo di rinvenimento
32
LUOGO DI CONSERVAZIONE: si indichi, quando è possibile, il luogo
(museo, raccolta privata, etc.) dove è conservata l'epigrafe o si parli, a
seconda del caso, di "epigrafe perduta",
etc.
33 AUTENTICITA': si parli di
"autenticit6agrave; certa" o di "falso", precisando se "moderno", "antico", etc.
34 DATAZIONE: si fornisca la
datazione, anche in modo approssimativo, o si parli di "datazione incerta", "controversa", "ignota", etc.
35 TIPOLOGIA
TESTUALE: si faccia riferimento alle varie tipologie testuali
epigrafiche (iscrizioni pubbliche, funerarie, votive,
etc.)
36 SUPPORTO: si precisi il
supporto del testo epigrafico (calcare, marmo, piombo, etc.) ed eventualmente si
diano notizie sulla forma del medesimo
37
SCRITTURA: si indichi il codice grafico impiegato con ulteriori notizie
ove sia possibile
38 LINGUA: si
indichi il codice linguistico impiegato con ulteriori notizie ove sia
possibile
NOTA BENE: per esigenze di uniformità
grafica è indispensabile che la redazione della scheda avvenga in forma
dattiloscritta e che i criteri grafici si uniformino al massimo a quelli
adottati nella FONTE DOCUMENTARIA
30 TIPO
(DRITTO): si descriva tale parte della moneta, curando di mettere in
evidenza tutti gli aspetti iconologici utili per una migliore identificazione
del dato etnotoponomastico
31 TIPO
(ROVESCIO): si segua la stessa procedura descritta per
30
32 DATAZIONE: si fornisca la
datazione, anche in modo approssimativo, o si parli di "datazione incerta",
"controversa", "ignota", etc.
33
METALLO: si precisi il metallo o la lega metallica di cui è costituita
la moneta
34 TECNICA: si decriva la tecnica mediante la quale è realizzata la moneta
35 SPECIE MONETARIA: si faccia riferiemento alle varie tipologie monetarie
36
DATI DI SCAVO: qualora esistano notizie al riguardo, si precisino i
dati essenziali relativi allo scavo
37
SCRITTURA: si indichi il codice grafico impiegato con ulteriori notizie
ove sia possibile
38 LINGUA: si
indichi il codice linguistico impiegato con ulteriori notizie ove sia
possibile
NOTA BENE: per esigere un'uniformità
grafica è indispensabile che la redazione della scheda avvenga in forma
dattiloscritta e che i criteri grafici si uniformino al massimo a quelli
adottati nella FONTE DOCUMENTARIA
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